La Girandola di Castel Sant’Angelo è il grande spettacolo pirotecnico di Roma che si tiene ogni 29 giugno, nella festa dei Santi Pietro e Paolo.
La scenografia è Castel Sant’Angelo e il cielo sul Tevere.
Lo show dura circa 20 minuti e utilizza effetti “a girandola” in un disegno piro-musicale pensato per la città.
Puoi assistere bene dal Lungotevere Tor di Nona e dai ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I.
In questo articolo scopriamo insieme la data, l’orario e i luoghi migliori da cui assistere all’evento dei fuochi a Castel Sant’Angelo.

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I fuochi d’artificio a Castel Sant’Angelo

Date e orari
- Data: 29 giugno 2026
- Location: Castel Sant’Angelo, Lungotevere Castello 1, 30124 Roma (RM)
- Orario di inizio: 21:30
- Durata: 20 minuti circa
La Girandola di Castel Sant’Angelo si tiene ogni 29 giugno, nella festa dei Santi Pietro e Paolo.
L’orario di inizio è alle 21:30 e la durata complessiva dello spettacolo è di 20 minuti circa.
Se desideri visitare il museo prima o dopo i fuochi, tieni presente che in occasione di eventi serali il percorso interno può subire variazioni o restrizioni.
Da dove guardare la Girandola
Per una vista frontale su Castel Sant’Angelo e sul Passetto di Borgo, i punti consigliati ufficialmente sono Lungotevere Tor di Nona e i ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I. Sono affacci ampi, con visuale diretta sulla scenografia dello show.
Se preferisci un punto più defilato ma panoramico, puoi cercare un’inquadratura dal Gianicolo o dalle alture intorno a Piazza del Popolo e Villa Borghese. La distanza è maggiore, ma lo skyline con il Castello e la cupola di San Pietro è molto fotogenico.
Considera la gestione dei flussi: la sera del 29 giugno l’area può prevedere divieti di transito e limitazioni sul Lungotevere e nei dintorni del Castello. Arriva con anticipo e segui la segnaletica di Roma Mobilità e della Polizia Locale.
Un piccolo accorgimento utile è quello di scegliere un punto senza alberi o lampioni nella linea di tiro, di tener conto del vento per evitare il fumo in controluce e di portarsi una bottiglietta d’acqua.
Se vuoi fotografare, i ponti citati offrono inquadrature stabili sul fiume e sul profilo del Castello.
Come funziona la Girandola
La Girandola è costruita come un disegno piro-musicale in più “quadri”: apertura, serie di girandole di colori e gran finale. Il momento più atteso è la “fontana finale”, un getto diffuso che sembra abbracciare Castel Sant’Angelo.
Il nome non è casuale. In pirotecnia, “girandola” indica un fuoco rotante attorno a un perno, la classica ruota di luce che genera ventagli e spirali. Oggi questi effetti sono sincronizzati al millisecondo con la musica e con la partitura di accensioni.
Storicamente, la “macchina dei fuochi” veniva allestita sulla Terrazza dell’Angelo.
La potenza delle scintille era tale che, nei locali sottostanti come la Sala delle Colonne, si installavano sportelli rimovibili alle finestre per proteggerle durante lo spettacolo. È una traccia concreta di come la festa dialogasse con l’architettura del castello.
Oggi la regia è affidata all’architetto Giuseppe Passeri con Gruppo IX INVICTA & Co.
La Direzione Musei nazionali della Città di Roma e Roma Capitale coordinano sicurezza, tempi e logistica, così da garantire un’esecuzione compatta (circa 20 minuti) e una visione ottimale dal Lungotevere Tor di Nona e dai ponti indicati.
Se vuoi scoprire i documenti, le stampe e le “macchine” storiche legate alla Girandola, c’è un allestimento permanente nell’Appartamento del Castellano.

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La storia della Girandola di Castel S.Angelo

Le origini rinascimentali
La Girandola nasce nella Roma del Rinascimento.
Le cronache la collocano nel 1481, sotto papa Sisto IV, quando si affidarono le “macchine per i fuochi” ai migliori ingegni dell’epoca.
La tradizione attribuisce l’ideazione scenica a Michelangelo Buonarroti; in età barocca Gian Lorenzo Bernini ne arricchì giochi di luci, colori e suoni, ispirandosi perfino alla potenza del vulcano di Stromboli.
Per secoli, il palco naturale della festa fu proprio Castel Sant’Angelo: il disegno culminava nella celebre “fontana finale” che sembrava zampillare dal monumento, davanti al Tevere e ai ponti storici della città.
La sede fisica dello spettacolo era il Terrazzo dell’Angelo, dove i fuochi si tenevano dal Rinascimento fino all’Ottocento.
Ancora oggi il museo racconta quella tradizione: nell’Appartamento del Castellano trovi una mostra permanente dedicata alla Girandola.
Ottocento e Novecento
Tra fine Ottocento e inizio Novecento la Girandola viene sospesa.
I fuochi, esplosi sul Terrazzo dell’Angelo, causavano ingenti danni agli stucchi e agli affreschi degli ambienti sottostanti.
Per tutela del monumento e sicurezza, lo spettacolo fu interrotto e cadde nell’oblio.
La rievocazione riparte nel 2006 sul Colle Vaticano per i 500 anni della Guardia Svizzera Pontificia. È una scelta simbolica, legata all’anniversario, che rilancia l’idea originaria con una ricostruzione filologica.
Dal 2008 lo show torna a Castel Sant’Angelo, dove resta fino al 2016.
In quell’anno viene spostato sulla Terrazza del Pincio per una gestione più ampia dei flussi e per ragioni di sicurezza pubblica, con piani di accesso contingentati e presidi dedicati.
Dal 2021 la Girandola rientra al Castello e si consolida come appuntamento fisso del 29 giugno.
Nel 2024 il museo dedica all’evento la mostra “La maraviglia del tempo. La Girandola e l’arte pirotecnica a Castel Sant’Angelo”, nucleo dell’attuale allestimento permanente nell’Appartamento del Castellano.
La Girandola nell’arte

Hackert, Feuerwerk auf der Engelsburg in Rom – Jdsteakley via Wikimedia
La Girandola ha acceso per secoli la fantasia di incisori e pittori.
Nel Settecento il vedutismo la trasformò in un’icona notturna di Roma: bastava la sagoma di Castel Sant’Angelo riflessa nel Tevere e la fontana finale di scintille per raccontare la città intera.
Le schede ufficiali ricordano come la festa fosse ritratta e narrata durante il Grand Tour, entrata a pieno titolo nell’immaginario europeo.
Tra le immagini più celebri c’è la grande acquaforte a colori ideata da Louis-Jean Desprez e incisa da Francesco Piranesi, con il ponte gremito e le carrozze in prima fila. È una scena teatrale, studiata per catturare il climax del gran finale. Ne conservano esemplari il Metropolitan Museum, il British Museum, lo Yale University Art Gallery e il Rijksmuseum.
Nel 1775 il paesaggista Jakob Philipp Hackert dipinge i fuochi sopra la Mole Adriana, fissando la notte romana con precisione quasi documentaria. La tela è oggi nota anche attraverso le raccolte pubbliche digitali.
Pochi anni dopo, Joseph Wright of Derby interpreta la Girandola con gusto illuminista: un capriccio di monumenti e bagliori che rende l’evento un laboratorio di luce artificiale e modernità.
Nell’Ottocento l’italiano Ippolito Caffi restituisce la festa con taglio reportage, fra vapori e riflessi sul fiume. Il Thorvaldsens Museum documenta una sua veduta della Girandola eseguita nei primi anni Trenta del secolo.
Vivere la Girandola in sicurezza
La sera del 29 giugno l’area intorno a Castel Sant’Angelo si riempie.
Scegli in anticipo un punto con visuale libera e tieni a mente i belvedere consigliati: Lungotevere Tor di Nona e i ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I. Sono gli affacci indicati anche sulle pagine ufficiali dell’evento.
Metti in conto modifiche alla viabilità. Negli ultimi anni, nel pomeriggio-sera si sono attivati divieti di transito e deviate le linee bus nell’area del Castello e lungo corso Vittorio Emanuele II.
Esempio tipico: dalle 19.30 scattano interdizioni e deviazioni per le linee 23, 30, 34, 40, 46, 62, 64, 98, 115, 280, 870, 881, 916F; la 190F spesso è limitata. Controlla sempre gli aggiornamenti del giorno su Roma Mobilità e ATAC prima di muoverti.
Arriva con anticipo e, se puoi, usa metro e treno per avvicinarti, poi prosegui a piedi. Segui i percorsi predisposti e le indicazioni della Polizia Locale lungo i ponti e il Lungotevere. Al termine dello show, attendi che i flussi defluiscano e usa le fermante alternative suggerite in tempo reale dai canali ufficiali.

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Fuochi d’artificio su Castel Sant’Angelo: FAQ
Generalmente si tiene sempre il 29 giugno, durante la festa dei Santi Pietro e Paolo.
Si inizia alle 21.30 e la durata media è di circa 20 minuti.
Gli affacci consigliati sono Lungotevere Tor di Nona e i ponti Vittorio Emanuele II, Sant’Angelo e Umberto I. Vista frontale su Castel Sant’Angelo e sul Tevere.
Lo spettacolo è all’aperto e si segue dalle aree pubbliche indicate sopra. Non serve biglietto per assistere. Se invece vuoi entrare al museo, l’accesso è a pagamento con tariffe ufficiali.
Di norma no: la visione ufficiale è dall’esterno. Inoltre, in occasione di eventi serali il percorso museale può avere variazioni o restrizioni. Controlla sempre gli avvisi del museo.
“Girandola” è il nome di un fuoco rotante la cui tradizione affonda le radici nel 1481. L’idea scenica è attribuita a Michelangelo, poi arricchita da Bernini.
La rievocazione storica si ferma a fine Ottocento. Le fonti museali ricordano che i fuochi, esplosi sulla Terrazza dell’Angelo, richiesero perfino sportelli rimovibili alle finestre della Sala delle Colonne per proteggerle: segno di danni e rischi per gli ambienti sottostanti.
Dal 2016 al 2019 la rievocazione si è tenuta sulla Terrazza del Pincio per motivazioni legate alla gestione di safety & security degli eventi in piazza.
Dal 2021 la Girandola è di nuovo a Castel Sant’Angelo.
È un evento all’aperto. Orari e modalità possono variare per motivi meteo o di sicurezza pubblica: verifica il giorno stesso sui canali ufficiali Turismo Roma e Direzione Musei.
Sì, ma scegli aree non troppo affollate, porta protezioni per orecchie sensibili e resta lontano dalle transenne. I punti ufficiali sul Lungotevere e sui ponti offrono spazio e visibilità.
Certo. Visita Castel Sant’Angelo nel pomeriggio e poi resta per lo show serale. Ricorda che in serata il percorso interno può variare. Prenota prima per evitare code.