Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

  Il Museo >>La storia

Nell'ultimo scorcio del XIX secolo il castello Ŕ degradato sino al punto di svolgere le funzioni di caserma, carcere militare e magazzino per materiali da guerra; nulla o quasi si conserva del suo antico e fastoso aspetto di dimora papale: spariti gli affreschi sotto un pesante strato di intonaco bianco, riadattate ad altra funzione numerose sale di rappresentanza dell'antica dimora, in stato di abbandono tutte le strutture dell'antico monumento. A capo della caserma, che ricade sotto la giurisdizione del Ministero della Guerra, c'Ŕ il colonnello Luigi Durand de la Penne.
Questi, insieme con il suo collaboratore capitano Mariano Borgatti, concepisce per primo il progetto di riportare il monumento al suo antico aspetto destinandolo a sede del costituendo Museo dell'Ingegneria Militare. A tale scopo, a partire dal 1901 viene avviata una imponente campagna di restauro dell'edificio, che si conclude nel 1906; alla fine dell'anno il re Vittorio Emanuele III inaugura il nuovo museo, suddiviso in sei sezioni ed alloggiato in alcune delle sale del terzo e quarto livello. Nel corso dei lavori di scavo prima, e di restauro poi, assume sempre maggior rilievo il ruolo svolto da Borgatti, ingegnere docente di architettura militare e storico dilettante.
E' proprio la sua passione per la ricostruzione storica - spesso basata maggiormente su fantasiose ipotesi che sull'accuratezza filologica - ad influenzare pesantemente i lavori di restauro dell'antico mausoleo di Adriano. Nella visione di Borgatti, infatti, l'autentica struttura dell'edificio Ŕ da identificarsi unicamente nelle forme quattro-cinquecentesche del castello: ogni pre-esistenza ed ogni superfetazione posteriore, pertanto, sono arbitrariamente manipolate, con il trasferimento di arredi, manufatti e sculture architettoniche e, nel peggiore dei casi, con la demolizione di interi corpi di fabbrica.
La medesima passione Ŕ anche alla base del progetto, che prende avvio nel 1906, per la creazione di un Museo dell'Arte Medievale e Rinascimentale all'interno degli spazi del castello, che possa documentare i molteplici aspetti della vita dell'edificio e della cittÓ durante tale periodo. L'estro di Borgatti emerge chiaramente durante l'allestimento delle mostre retrospettive ospitate all'interno del castello in occasione del cinquantenario dell'UnitÓ d'Italia, nel 1911: il capitano del Genio Militare progetta una suggestiva scenografia a cielo aperto, con la ricostruzione di alcune botteghe quattrocentesche e di una farmacia seicentesca, il posizionamento dell'Angelo di Raffaello da Montelupo nel Cortile d'Onore, la sistemazione di alcuni ambienti - tra cui gli appartamenti papali - arredati con pezzi 'in stile' della provenienza pi¨ disparata. L'insieme era concepito per stupire i visitatori, proiettandoli in un'ideale passato della fortezza e facendoli immergere in un'atmosfera irreale, al confine tra sogno e realtÓ.
Alla conclusione dell'esposizione, avvenuta nel giugno 1912, le competenze relative al Castello vengono suddivise tra due Ministeri: al Ministero delle Guerra viene affidata la parte bassa del monumento, comprendete i giardini, mentre il dicastero per la Pubblica Istruzione si vede affidare il vero e proprio corpo monumentale dell'edificio.
Il 4 maggio 1925, con regio decreto, viene infine istituito Castel Sant'Angelo, patrocinato dal Principe di Piemonte ed affidato alla direzione di Mariano Borgatti. Proseguono i lavori di restauro dell'edificio con l'abbattimento delle piccole costruzioni che si addossano al Passetto di Borgo, cui viene restituito l'assetto originario e con il restauro della Sala Paolina e della Biblioteca, i due maggiori ambienti di rappresentanza degli appartamenti farnesiani.
Si procede altresý alla sistemazione della varie sale, arredate con mobili e suppellettili provenienti dalle numerose donazioni che i privati effettuano. Tra le pi¨ importanti ricordiamo quella dei Conti Vittoria e Alessandro Contini Bonacossi (1878-1955) - che va ad arredare cinque sale e due gabinetti degli appartamenti papali - e quella di Mario Menotti, alcuni esemplare della quale possono essere oggi ammirati nella Sala di Amore e Psiche.



James Anderson, Veduta del Tevere a castel Sant'Angelo, 1855 ca. Roma, Archivio Fotografico ComunaleEugŔne Constant, Castel Sant'Angelo e il Ponte Sant'Angelo, 1892 ca. Roma, Archivio Fotografico Comunale

James Anderson,
Veduta del Tevere a Castel Sant'Angelo, 1855 ca.
Roma, Archivio Fotografico Comunale

EugŔne Constant,
Castel Sant'Angelo e il Ponte Sant'Angelo, 1892 ca.
Roma, Archivio Fotografico Comunale


Roma, Castel Sant'Angelo, mostre retrospettive del 1911. Ricostruzione di botteghe quattrocentescheRoma, Castel Sant'Angelo, mostre retrospettive del 1911. Ricostruzione di una camera da letto all'interno di una delle due sale di Clemente VII
Roma, Castel Sant'Angelo,
mostre retrospettive del 1911.
Ricostruzione di botteghe quattrocentesche

Roma, Castel Sant'Angelo,
mostre retrospettive del 1911.
Ricostruzione di una camera da letto
all'interno di una delle due sale di Clemente VII


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