Sala di Amore e Psiche. Quarto livelloLuca Signorelli, Madonna con il Bambino e i Santi Pietro, Paolo, Bernardo e Stefano, 1523. Castel Sant'AngeloStufetta di Clemente VII. Terzo livelloSala di Perseo, particolare del soffitto ligneo. Quarto livelloSala Paolina. Quarto livelloSala di Perseo, particolare del fregio con dame e liocorni. Quarto livelloPellegrino Tibaldi, L'arcangelo Michele, particolare della decorazione affrescata della Sala Paolina. Quarto livello

  Il Castello e la sua storia >> Le Origini

LA GUERRA GOTICO-BIZANTINA E LA NASCITA DI BORGO (535 - 553 D.C.): DA SEPOLCRO A CASTELLO

In un'Urbe devastata ed abbandonata, oggetto di continui sacchi ed incursioni, dove tutte le vestigia dell'antico splendore cadono in rovina distrutte dalla furia degli invasori o semplicemente sfruttate come 'cave' di materia prima, l'ex-sepolcro di Adriano diviene il punto di resistenza della città, l'unica e vera roccaforte romana. Nel 537, nel pieno della cosiddetta guerra gotico-bizantina, vi si asserragliano le truppe greche al comando del generale Narsete, inviate dall'imperatore Giustiniano per respingere gli occupanti visigoti dalla penisola. Poco lontano, pronti all'assedio, si accampano i goti di Totila. A protezione dell'insediamento militare elevano una piccola cinta muraria, creando un quartiere fortificato designato con il nome tedesco di Burg: questo rifugio improvvisato costituisce il nucleo iniziale da cui si svilupperà l'odierno quartiere di Borgo.
L'ex-sepolcro di Adriano mostra subito la sua efficacia di fortificazione: la posizione naturalmente protetta, l'elevazione, la robustezza delle mura ne fanno una fortezza difficilmente espugnabile: quando i goti lo cingono d'assedio i bizantini asserragliati al suo interno - forse a corto di munizioni adeguate - fanno a pezzi le colossali statue che ornano l'edificio e scagliano sugli aggressori teste, mani e piedi di marmo che massacrano un buon numero di goti, mettendo in fuga i superstiti. L'antico Hadrianeum e l'annesso Pons Aelius si spoglia dunque di ogni residuo significato legato alla originaria funzione sepolcrale per connotarsi come avamposto fortificato, che controlla l'accesso al settore settentrionale della città. Indicato dapprima con il termine di Turris o Moles, l'edificio acquisisce solamente a partire dal XII secolo la designazione di Castellum; di poco anteriore e risalente agli inizi dell'XI secolo è il suo collegamento con il culto di San Michele Arcangelo, straordinariamente diffuso nell'Europa medievale.



Incisione da Francesco Bertolini da La Storia di Roma, L'assedio di Vitige sotto le mura di Castel Sant'Angelo

Incisione da Francesco Bertolini da "La Storia di Roma",
L'assedio di Vitige sotto le mura di Castel Sant'Angelo





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